domenica 8 febbraio 2009

EL SUEÑO DE LA RAZÓN PRODUCE MONSTRUOS

Il Partito della Libertà, a Poggio Renatico, anticipa la politica nazionale.
Il PDL verrà ufficialmente “varato” fra quaranta giorni ma a Poggio è già nato, cammina e parla – con una sola voce – fra le questioni scottanti della nostra comunità. Dopo aver chiamato e radunato intorno a se’ tutti quei partiti che intendono riprogettare il futuro del nostro comune, togliendolo dal grigiore cui sembra destinato, continua a crescere nel consenso dei giovani. Sempre di più i giovani che, dopo averci guardato con attenzione, dapprima in lontananza, si avvicinano e partecipano al nostro lavoro. Da coloro che osteggiavano questa formazione, intanto, giunge solamente un assordante silenzio. Cosa starà facendo Uniti per Poggio? Dopo il “Gran Rifiuto” di dicembre sembra si sia dissolto nel nulla…
Invece no! Sta lavorando alacremente ad un programma politico estremamente complesso e innovativo: lo abbiamo scoperto su internet… sul blog di colui che sembra essere il nuovo “deus-ex-machina” del movimento. Questo giovane intraprendente è l’amministratore del gruppo “Uniti per Poggio” sul social network Facebook. A lui, da voci di corridoio, sembra sia stato affidata la creazione del nuovo sito internet di Uniti per Poggio. Guardate il video e giudicate voi stessi il livello della proposta politica. “Il sonno della ragione genera mostri”, lasciava scritto Goya su una sua famosa acquaforte. Così, evidentemente, anche il sonno della Politica. Il presidente del circolo di Poggio di An, Rodolfo Sani, si è pure preso la briga di tentare di svegliare il ragazzo da questo… sonno. Crediamo che sia inutile: quando arrivano a questo livello possiamo solo sperare in un miracolo. E pensare che critichiamo la sinistra al governo del nostro comune perché non sa “volare alto”. Ora, dopo aver assistito a questo delirio, i sinistri nostrani ci sembrano aquile reali!

SEPOLCRI IMBIANCATI (*)


Mamma mia! Ma cos'ha detto, questa volta, Berlusconi da suscitare una reazione del genere da parte delle forze d'opposizione? Dal Corriere di oggi, prendiamo il virgolettato: "... la Carta è una legge fatta molti anni fa sotto l’influenza della fine di una dittatura e con la presenza al tavolo di forze ideologizzate che hanno guardato alla Costituzione russa come a un modello da cui prendere molte indicazioni". Scusate l'ardire... C'è qualcosa di non vero, in questa frase? Piantatela, dunque, con questa cagnara! Abbiate il coraggio di riconoscere la verità, anzichè proseguire nella mistificazione e nel feticismo da "Arco costituzionale". Ma sono passati solo per noi sessant'anni? Non vi siete per caso accorti che il Muro di Berlino è stato abbattuto già da vent'anni? Non vi bastano le ultime batoste elettorali per capire che la gente, tutta (anche la "vostra"), si è rotta del vostro berciare?
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* Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all'esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche voi apparite giusti all'esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquità. (Matteo, 24)

sabato 7 febbraio 2009

FINCHE' C'ERA ELUANA di Mario Marchi


USCIAMO, O FORSE ANCORA VIVIAMO, MESI DI CONTINUO DOMANDARSI DA CHE PARTE STARE. DA QUELLA DEL GIUSTO, OVVIAMENTE. MA L’IDENTIFICAZIONE DEL GIUSTO E’ COSA DIFFICILE A MENO CHE CI SI DECIDA AD AFFRONTARE LA QUESTIONE DI PANCIA: SI, NO. GIORNI, SETTIMANE, MESI, PASSATI A FARCI FORTI CON SLANCI DI SOLIDARIETA’ NETTA E DECISIONISMO SENZA INDUGI, SU UN FRONTE O SULL’ALTRO. SOLDATI D’ASSALTO DI ESERCITI CON POCHI DUBBI SULLA BATTAGLIA DA COMBATTERE. FINCHE’ C’ERA ELUANA. DOLORE, DIGNITA’, SPEREANZA O DISPERAZIONE DA SPOSARE, MA COMUNQUE ALTRUI. ORA UNA DECISIONE DEI MEDICI ACCANTO AL LETTO DEL SIMBOLO DI TUTTO QUESTO, UN DECISIONISMO DI UN GOVERNO CHE, FORSE SBAGLIANDO NEL FARSI ESSO STESSO PARTE, MA FINALMENTE, OBBLIGA AL VARO VELOCE, IMMEDIATO DI UNA LEGGE, PRENDONO TUTTO QUESTO MALLOPPO E LO METTONO NELLE MANI DI OGNUNO DI NOI. NON C’E’ PIU’ ELUANA PER LA QUALE TIFARE. C’E’ UNA FIRMA – LA NOSTRA – DA METTERE A UN DOCUMENTO CHE QUALCUNO DOVREBBE TIRAR FUORI E LEGGERE E IN BASE AL QUALE FARCI O ON FARCI MORIRE. NON E’ PIU’ MATERIA DA CAFFE’ AL BAR, DA POMERIGGIO DAL PARRUCHHIERE, PERCHE’ NON C’E’ PIU’ IL “POVERA FIGLIOLA”, MA C’E’ IL “POVERO ME”, ADESSO LA BATTAGLIA NON C’E’ PIU’. TUTTI NEL PRIOPRIO ACCAMPAMENTO A PENSARE. A SDRAIARSI SU UN LETTO, PROVARE A STARE IMMOBILE, MUTI E PENSARE SE A QUEL PUNTO NON VARREBBE LA PENA MORIRE, MA VORREMMO MORIRE, ANZI DELEGARE QUALCUNO A FARCELO FARE. IN TV SI SON SENTITE LE PAROLE DI UN’AMICA DI ELUANA CHE LA RACCONTAVANO DA VIVA: "CENTO PROGETTI, CENTO SOGNI, TANTA VITALITA’, TANTA ALLEGRA CONSAPEVOLEZZA DI ESSERE BELLA, FELICE, SODDISFATTA E DI POTERLO ESSERE ANCORA DI PIU’’. POI – DAVANTI AL COMA DI UN CARO AMICO, QUELLE PAROLE: “MI AUGURO CHE MUOIA”. VOLEVANO DIRE “AL SUO POSTO VORREI MORIRE” ? FORSE. MA ADESSO CHE NON E’ PIU’ ELUANA A DOVERNE ESSERE CONVINTA, MA NOI CHE PRESTO DOVREMO PERFINO METTERLO NERO SU BIANCO, LA DOMANDA DEVE ESSERE ALTRA: QUANTA DISTANZA C’E’ TRA ESSERE VIVI E GIA’ MORTI? QUANDO VAL LA PENA DI TRACCIARE IL SOLCO? E QUI HO UN SOSPETTO: TEMO CHE LA TENTATZIONE DI METTERE A CONFRONTO UN COMA , UNO STATO VEGETATIVO, CON UNA VITA FATTA DI BELLEZZA FELICITA’ SODDISFAZIONE E PROGETTI SIA DIFFUSA E FORTE. MA ABBIAMO VOGLIA DI SAPER COSA C’E’ IN MEZZO E QUANTO PUO’ VALERE? SIAMO CERTI CHE LA VITA SE NON E' TANTO SPELNDENTE NON SIA VITA? O LO SIA TROPPO POCO? QUANTI DI NOI PARLANO, CAMMINANO, LAVORANO, E POCO O TANTO SI SENTONO VEGETARE? QUANTI INVECE VEGETANO DAVVERO, MA ESPIMONO VITA? ORA NON C’E’ PIU’ ELUANA ALLA QUALE SUGGERUIRE RISPOSTE. ORA DOBBIAMO DARCELE NOI. GUARDARE CON UN MINIMO DI CORAGGIO TUTTE LE SFUMATURE DI VITA O NON VITA CHE LO SPETATCOLO A VOLTE RACAPRICCIANTE DEL DESTINO UMANO CI OFFRE. CHIEDERCI DOVE TRACCCIARE QUEL SOLCO, O SE IL SOLCO DEBBA ESISTERE. FINO A CHE PUNTO PENSIAMO DI ESSERE VIVI? FINO A CHE PUNTO PENSIAMO VALGA LA PENA? DOBBIAMO RISPONDERE E METTERE UNA FIRMA. LA NOSTRA, NON QUELLA DI ELUANA .

Mario Marchi (giornalista, fotografo, filosofo)

SCIACALLI & AVVOLTOI


La vicenda di Eluana Englaro merita senz’altro più delle poche righe che state leggendo. Merita perché è la storia di una grave tragedia occorsa ad una ragazza diciassette anni fa e la sofferenza durata diciassette anni dei suoi familiari chiede ed ha diritto di avere tutta la nostra compassione. Ma, come sempre accade, gli sciacalli di cui questa nostra Italia è piena, approfittano di qualsiasi disgrazia per avventarsi sulla preda facile ed affondare i loro denti. Nessuna compassione! La fame è quella del “profitto politico”. E’ una fame “trasversale” o, come oggi si usa dire, bipartisan. Noi vogliamo nettamente prendere le distanze da tutti quelli che, sfruttando questo caso, stanno cercando di ritagliarsi il loro “posto al sole”. Sciacalli e avvoltoi, appunto! Volete la prova? Fra quelli che fanno le barricate per salvare la vita ad Eluana c'è chi metterebbe "al muro" i violentatori di Guidonia; fra quelli che manifestano per lasciar morire Eluana vi sono coloro che libererebbero dagli allevamenti i visoni da pelliccia per salvar loro la vita. Per la vita a giorni alterni, per la morte a chiazza di leopardo. Opportunismo... senza compassione.
Noi, senza volerci schierare con la magistratura di Milano, ne’ con il Vaticano, non con Napolitano ne’ con Berlusconi, pensiamo però che lo Stato non possa togliere ciò che non è lo Stato a dare: la vita…
La vita non ce la dà lo Stato. E non può essere lui a togliercela ne’ per sentenza, ne’ per decreto.

venerdì 6 febbraio 2009

BERSANI CONTRO VELTRONI: FINALMENTE UNA VERA RESA DEI CONTI



Finisce l'eredità del PCI - Carlo Panella da http://www.loccidentale.it/


E’ finita la stagione dei “fratelli coltelli”, anzi, per meglio dire, è finalmente finito il centralismo democratico, una delle tante eredità funeste del Pci, quel “morto che trascina con sé il vivo” che ha rischiato di ammazzare in culla il Partito Democratico. Questo è il significato epocale di un fatto apparentemente piccolo e normale: l’annuncio di Pierluigi Bersani di porre la propria candidatura alla segreteria del Pd nel congresso del prossimo autunno.
In qualsiasi altro partito di sinistra del mondo, la notizia sarebbe giudicata interessante, nulla più. Nel Pd, invece, è addirittura sconvolgente, per la semplice ragione che ci sono voluti esattamente venti anni – ripetiamo: venti anni - e la successione di ben cinque segretari del partito, prima che alla elezione per la segreteria partecipassero candidati realmente contrapposti, espressione di una profonda battaglia politica e programmatica interna al partito (l’apparente eccezione del 1994, della votazione tra D’Alema e Veltroni dopo le dimissioni di Occhetto, conferma la regola: fu un rapidissimo duello sui caratteri, durato due settimane).
Ora Bersani finalmente “rovescia il tavolo”, mette la parola fine alle manovre di corridoio, alle finte, alla gara tra fondazioni, a quel parlare a suocera perché nuora intenda che ha ammorbato gli ultimi anni di vita dei Ds e poi del Pd. Rotta la stucchevole competion tra Castore e Polluce, Bersani ha ora lanciato il suo guanto di sfida a Veltroni.
Certo, non rappresenta sicuramente il “nuovo”, ma è una classica “testa d’uovo”, la cui vita è tutta determinata dal cursus honorum del Pci emiliano. Certo, non è un outsider, perché è evidente che dietro di lui si muove con occhiuta attenzione Massimo D’Alema e tutta la sua componente del partito. Certo, che la sua piattaforma programmatica è quanto più pasticciata possibile, perché parte dalle sue liberalizzazioni abortite durante il governo Prodi e arriva all’appoggio all’estremismo sterile di Epifani e della sua politica di massimalismo sindacale. Certo, infine, che non sarà una rottura di stile, niente a che fare con Obama: Bersani usa e abusa di una retorica da comizio, però ha un vantaggio: è ancorato saldamente all’unica base sociale certa – o quasi - che resta alla sinistra dall’eredità del Pci: il mondo cooperativo e la società civile emiliani. Non è insomma un’ondivagante, sa bene quali sono i poteri reali nella società e ha rapporti diretti – e antichi - con il mondo bancario (sia pure oggi con quello “perdente” e questa sconfitta è anche colpa sua). Usa “la frase” e abusa di propaganda, ma non ha il terribile difetto di Veltroni di credere poi alle panzane che deve dire per propaganda. Il suo difetto fondamentale, lo si è visto nel governo Prodi, è tipico della sinistra italiana: sa concepire eccellenti riforme – vedi liberalizzazioni - ma poi, a fronte della protesta sociale e di piazza di chiunque, anche dei tassinari, non ha in sé la lucidità politica e gli “attributi” per resistere. D’altronde nella sinistra politica italiana c’è stato un solo leader che aveva alto respiro riformista e “attributi” per resistere alla piazza. Era Bettino Craxi.

giovedì 5 febbraio 2009

Pronto lo scolapasta!


Antonio Di Pietro: “Quello che sta avvenendo nel nostro Paese, ad opera dell’attuale governo, sembra ricalcare più le orme del partito nazionalsocialista tedesco degli anni 30 che quelle di una democrazia fondata sul diritto…. Ora, con un colpo solo, si accinge ad un “poker di porcherie” degno del peggior modello argentino: la nomina dei componenti del Consiglio di amministrazione della Rai, la modifica dell’organo di autogoverno della Corte dei Conti, la limitazione delle intercettazioni telefoniche, la modifica dei regolamenti parlamentari.”


Fabrizio Cicchitto: “L’evocazione del nazismo negli anni ‘30 per definire il governo Berlusconi e’ una esibizione di umorismo involontario da parte di Di Pietro“.


Maurizio Gasparri: “ho acquistato uno scolapasta che mandero’ all’on. Di Pietro, che potra’ agevolmente utilizzarlo come cappello alla sera, quando rientra nella clinica psichiatrica dove certamente risiede. Non posso dire altro di fronte alla follia di una persona che definisce nazista Berlusconi: abbiamo un pazzo tra noi“.

mercoledì 4 febbraio 2009

Con sentimento


Ieri sera, davanti alla sede romana del Partito Democratico, in Piazza Santi Apostoli, qualcuno ha voluto testimoniare in modo garbato la propria opinione sul PD. C'è chi, sempre protetto e giustificato dalla sinistra, per manifestare, sfacia vetrine, incendia cassonetti e rapina negozi; altri manifestano in modo non violento. Siamo d'accordo con questi ultimi.