martedì 17 febbraio 2009

Il "Perdente di successo"


Le notizie di oggi, sul disastro elettorale sardo e sulla prossima resa dei conti interna al PD, ci sollecitano l'umana pietas e siamo restii allo spargere ulteriore sale sulla ferita dei nostri avversari. Proseguire nello scherno sarebbe, come si usa dire dalle nostre parti, "rubare le caramelle a un bambino" o, molto più coloritamente, "sparare su un cane che.... è impegnato ad espletare bisogni fisiologici"! Per cui, abbiamo deciso: questo post sarà l'ultimo ad occuparsi delle disgrazie altrui, almeno sino al prossimo finesettimana.
Dalle colonne dell'Espresso, nel 2007, fu definito "il Perdente di successo" e sembra che questa, più che una nomea, sia una vera condanna. Mette tristezza... è un peccato che l'avventura di Uolter sia finita (ma è mai cominciata veramente?) senza conseguire un successo che fosse uno. Anche la lettera di Obama... si è scoperto essere una sorta di circolare che il neopresidente USA ha mandato a tutti coloro che gli avevano fatto avere le congratulazioni per la vittoria. Uolter aveva provato a spacciarla per un ringraziamento personale, per un riconoscimento all'apporto fondamentale del Partito Democratico italiano alla schiacciante vittoria di Barak sul McCain... Ma gli è andata male pure questa. Fatevi coraggio, amici piddini, vedrete che la vittoria sorriderà anche a voi... prima o poi. Avete mica provato con i gratta-e-vinci?

La vittoria in Sardegna


Cappellacci ha vinto alla grande, in Sardegna, battendo Soru di 9 punti e costringendo Uolter alle dimissioni da segretario del PD. Berlusconi ha detto: "Ci ho messo la faccia!"... Cavaliere, abbiamo notato che, sui Cappellacci, ci ha messo pure il ragù!!!

lunedì 16 febbraio 2009

Comunisti del terzo millennio


Un Chavez è per... sempre!
Hugo Chavez, quella caricatura di presidente in camicia rossa che regna in Venezuela da dieci anni, trionfa nel referendum in cui gli elettori erano chiamati a dire «si» o «no» alla riforma costituzionale che permette allo stesso Chavez, in carica dal 1998, di essere rieletto indefinitamente. Il «si» si é imposto con il 54,36%, a fronte del 45,63% dei «no». Riflessione: quella del Venezuela è chiamata democrazia, qui il popolo si è espresso ed ha dato ad Hugo Chavez la possibilità di spadroneggiare per sempre nel Paese; nell'antica Roma repubblicana il dictator era un magistrato straordinario che, in tempi di eccezionale pericolo per la patria, era investito di pieni poteri per sei mesi e con garanzie particolari atte ad impedire una perpetuazione del suo potere. C'è qualcosa che non torna... o no?

La "strana" condizione della nostra provincia

Anche se si tratta di considerazioni che riguardano la provincia di Ferrara in generale e che, in certi passaggi, poco si sposano con la ancor più particolare situazione poggese, vogliamo pubblicare la lettera che l'amico Dott. Luigi Antonio Ciannilli ha inviato agli organi di stampa locale quest'oggi. Sono riflessioni che aiutano a comprendere come, pur essendo geograficamente situati al nord-est d'Italia, siamo economicamente più affini a certe provincie del sud. Il discorso sulle responsabilità è aperto, ma quelle segnalate dal Dott. Ciannilli sono verità incontestabili. Buona lettura.


Condivisibilissime le preoccupazioni e sollecitazioni manifestate dal Direttore provinciale CNA

Condivisibilissime le preoccupazioni e sollecitazioni manifestate dal Direttore provinciale CNA, nonchè neo vice Presidente della Camera di Commercio di Ferrara, ieri sul Carlino, in riferimento alla gravità della crisi in atto. Una crisi che viene da lontano (in senso geografico) ed ha una portata che travalica la dimensione nazionale e, addirittura, europea. Ma che inevitabilmente fa emergere e ci fa scontare, nella nostra provincia, ritardi ed incapacità di governo che vengono anch'esse da lontano (ma in senso temporale, questa volta).
Non trova infatti giustificazione nella crisi in atto la diversa, abnorme portata delle ore di cassa integrazione che penalizza principalmente la nostra provincia rispetto le restanti 8 della nostra Regione, sia per quanto riguarda la cassa integrazione "0rdinaria" che "Straordinaria", nel 2008 rispetto al 2007.
Di fronte ad una media regionale di incremento del 159,5%, per quanto riguarda la cassa integrazione "ordinaria", Ferrara aumenta invece del 623,2% (dati di Fonte INPS, diffusi dal Presidente della Regione Emilia Romagna in occasione della sua recente lettera al Presidente del Consiglio Berlusconi).
Mentre, per quanto concerne l'aumento di ore di cassa integrazione "straordinaria", a fronte di una crescita media regionale del 31,3%, Ferrara cresce del 340,7% (medesima fonte).
E questo cosa significa? Significa una cosa soltanto: che la struttura del tessuto produttivo provinciale è estremamente debole e, rispetto ad una situazione regionale e nazionale che riesce ad attutire gli effetti più negativi di questa crisi, Ferrara, invece, la subisce. E dire che siamo solo agli inizi!!!
Si faccia una passeggiata, chi non ci credesse, vivendo negli ovattati palazzi del potere dove, comunque vadano le cose fuori, al 27 o 30 mese scatta automatico l'accredito sul proprio conto in banca; ebbene vada a curiosare le file di gente, di piccoli e medi imprenditori, dietro le porte dei direttori di banca a fare attesa di essere ricevuti per esaminare le mille, diverse problematiche che li affliggono. Oppure vada alla Caritas o alle sedi dislocate della Croce Rossa, dove vengono distribuiti vivande e vettovaglie, come si è ingrossata la fila.
Ed allora non si può fare a meno di ripercorrere, velocissimamente, questi ultimi 40 anni di storia ferrarese, nonostante abbiano goduto di un privilegio da pochissimi altri vissuto a livello mondiale: la continuità amministrativa e di governo, per scoprire dove sono i nodi che ora, assai più di qualsiasi altro momento, sono arrivati inesorabilmente al pettine:
1) un Capoluogo di Provincia, in tutta la Regione, in tutta l'Italia, del Nord - del Centro e perfino del Sud, tuttora privo della principale infrastruttura per una città baricentrica in un territorio come il nostro: una circonvallazione viaria degna di tale definizione;
2) una condizione viaria in generale e un'arteria in particolare, come la superstrada Ferrara - Mare, che doveva valorizzare l'eterna area di sviluppo industriale SIPRO (in pista di rullaggio da 35 anni, ma servita sinora solo a far "volare" i componenti del CdA), senza neppure un distributore di benzina; elemento banalissimo, che denota tuttavia l'assenza di responsabilità e soprattutto di interesse vero, reale per lo ...sviluppo.
3) un'altra arteria, la SS 309 Romea, che anzichè strada di collegamento e snodo tra due regioni e due Italie, per l'economia e il turismo, è assurta agli onori delle cronache europee come la "strada della morte". Unico tratto viario, esclusivamente nella provincia di Ferrara, ad essere privo di alternative di traffico in tutti i 1500 chilometri di costa Adriatica che si snodano da S. Maria di Leuca (Lecce) a Trieste;
4) per far calare i nostri dati sulla disoccupazione si è mirato, con grande determinazione e lungimiranza, a due componenti negative per un territorio: saldi negativi della natalità con conseguente crescita esponenziale della vecchiaia. Al punto che perfino gli extracomunitari disertano la nostra Provincia (come pubblicava la Voce di Ferrara il 15 Novembre 2008) e, se in un qualche Comune la popolazione aumenta dello zerovirgola, la notizia si è assicurata la prima pagina dei giornali.
Di fronte ad un simile sfracello che, ripetiamo, risale non ad una o due o tre "consiliature" ma a 40 anni di autentica e provata incapacità progettuale e di governo, ben vengano i tavoli "provinciali per lo sviluppo" come auspica e sollecita il Direttore di CNA. Ma un tavolo serio, però, non più strumento di lottizzazione di poteri e distribuzione di risorse sulla pelle e a scapito dei cittadini e degli imprenditori. Quegli imprenditori che la sinistra nostrana, nonostante gli attuali proclami di Veltroni in loro difesa, vede ancora con le lenti dell'ideologizzazione e criminalizzazione del lavoro autonomo. Quegli imprenditori che ogni giorno, tutti i giorni, tirano su la saracinesca, senza diritti e con solo doveri. Altrimenti, presto, anche da noi, avverrà ciò che pur se in condizioni totalmente diverse dalle nostre, sta avvenendo nella vicina Bologna dove, Unindustria, in collaborazione con la Camera di Commercio italiana a Monaco di Baviera e il Ministero dell'Economia e Infrastrutture (che casualità!) della Baviera reclutano imprese italiane che vogliano trasferirsi in Germania. E, per scongiurare questo e ridare fiducia al territorio, occorre allora una radicale inversione di tendenza e di ...manico. Che il chiasso di queste ultime settimane, in vista dei prossimi rinnovi dei Consigli, comunali e soprattutto provinciale, non può, non deve ingannare e prestare il fianco per giustificare e perpetuare tra gli elettori una continuità politico-amministrativa assolutamente deleteria e nociva. Soprattutto per i giovani e il futuro di questa provincia.

Dr. Luigi A. Ciannilli
(Responsabile P.M.I. - AN-PDL)

mercoledì 11 febbraio 2009

LA POCA CONSIDERAZIONE PER I GIOVANI SI EVINCE ANCHE DA QUESTE DECISIONI: LA PROVINCIA DI FERRARA VUOLE ELIMINARE LO STORICO "ITCS V. MONTI"


La Provincia, tradendo le promesse fatte al Dirigente Scolastico dell'ITC Monti, ha deciso di accorpare il Marco Polo con il nostro istituto con delle modalità che hanno dell'incredibile.
Viste le decisioni prese sia a livello nazionale che locale sulla razionalizzazione della rete scolastica, la nostra proposta fu quella di accorparci sì con il Marco Polo… ma a patto che la nostra sede legale rimanesse invariata. Qualche mese fa l’assessore provinciale all’istruzione Angela Poltronieri ci assicurò che la sede sarebbe rimasta la nostra ma, con la scusa di aver fatto promesse non scritte, ha proceduto con l’esatto contrario di quanto promesso.
La sede del Dirigente e le segreterie didattiche saranno infatti indirizzati presso il Marco Polo: va precisato, inoltre, che il Marco Polo nacque come un nostro indirizzo e poi si staccò 30 anni fa (attualmente ha 200 studenti meno di noi). Poteva essere, quindi, ragionevole un ritorno alle origini… ma in questo modo verrà meno una sede che da 60 anni è un punto di riferimento per tutto il territorio ferrarese - e non solo - e il nome che rappresenta un Istituto a Ferrara da ormai un secolo e mezzo.
Questo cambiamento non porterà modifiche all’offerta formativa, quindi gli studenti delle scuole medie che vorranno iscriversi lo potranno fare senza problemi, ma indubbiamente potranno incorrere in disagi di tipo amministrativo.
Spostarsi nel centro di Ferrara procurerebbe anche numerosi disagi dovuti alla scarsa viabilità che un centro storico può offrire e le nostre strutture informatiche, all’avanguardia e utilizzate da diverse strutture locali, non potranno trovare posto nella sede presso l’attuaòe Marco Polo.
Come rappresentante d'Istituto, assieme ai miei colleghi Mirko Guerra e Davide Gasparon, ho cercato di sensibilizzare la società ferrarese sul pericolo che la nostra scuola stava correndo e ho messo in preparazione diversi tipi di iniziative volte a salvare la nostra tradizione. Ne sono un esempio gli articoli sui giornali locali, i servizi su Telestense e un gruppo numeroso sul social network Facebook.
Come Presidente del circolo di Azione Giovani di Poggio Renatico, infine, mi sento anche in dovere di spostare la polemica sul piano politico: noi crediamo fortemente nei valori morali e spirituali, quelli rappresentati dalla “tradizione”, dalle “culture”, dai “simboli” e dall'identità di un territorio: valori calpestati da questa amministrazione provinciale!
Evidentemente, lorsignori non danno importanza a questi valori, per noi fondamentali. Non mi stupirò, perciò, affatto che, quando sarà il momento di andare alle urne, tanti ragazzi faranno la scelta giusta: sceglieranno, cioè una classe politica rispettosa della storia, delle tradizioni e che possano riconoscere la giusta dignità ad un Istituto come il nostro.

Andrea Bergami
Presidente di Azione Giovani Poggio Renatico

martedì 10 febbraio 2009

10 febbraio - LA GIORNATA DEL RICORDO in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale.


«Non riusciremo mai a considerare aventi diritto ad asilo coloro che si sono riversati nelle nostre grandi città. Non sotto la spinta del nemico incalzante, ma impauriti dall'alito di libertà che precedeva o coincideva con l'avanzata degli eserciti liberatori. I gerarchi, i briganti neri, i profittatori che hanno trovato rifugio nelle città e vi sperperano le ricchezze rapinate e forniscono reclute alla delinquenza comune, non meritano davvero la nostra solidarietà né hanno diritto a rubarci pane e spazio che sono già così scarsi.»

(Piero Montagnani su "L'Unità" - Organo del Partito Comunista Italiano, Edizione dell'Italia Settentrionale - Anno XXIII - N. 284, Sabato 30 novembre 1946)

lunedì 9 febbraio 2009

SU "IL SONNO DELLA RAGIONE" - nota ricevuta da Rodolfo Sani

A proposito dell’amministratore del gruppo “Uniti per Poggio” su Facebook, di cui avete scritto nel vostro post del’8 febbraio, essendoci stato “tirato per i capelli”, devo proprio intervenire. D’accordo, avevate ragione… mi sono sbagliato. Credevo che fosse possibile aiutare un ragazzo di venticinque anni a “capire” un po’ il mondo. Credevo di potergli dare una mano a guardare intorno all’oggetto di ogni sua critica, per esser certo non gli sfuggissero i particolari. Ho sperato che bastasse la buona volontà, almeno la mia, per suscitare in lui qualche domanda in più, per instillare qualche dubbio in più nella sua mente. Aveva ragione, invece, chi mi diceva di lasciar perdere… che non si sarebbe potuto più fare nulla per condurre alla ragione questa persona.
Dopo la notizia della morte – non accidentale – di Eluana, il pensiero che ha saputo esprimere la sua mente eccelsa è il seguente: “Ascoltare in questo momento il tg5 ci fa capire che viviamo in uno stato di merda e non laico!!! la vita a fatto il suo percorso !! bona giornalisti di merda!!!”. A questo punto, senza soffermarmi nemmeno sulla corretta declinazione del verbo avere alla terza persona singolare con la H, mi arrendo. Ho scritto questo saluto sul suo blog.:
Ok, ci rinuncio. Ho visto chiaramente, sulla tua pagina Facebook, quelle che sono le tue "posizioni"... Non credo di poterti dare nulla, e non credo di poter ricevere nulla da te. Vorrei poterti dire, come si usa fra "persone civili", che io rispetto le tue idee, ma proprio non ci riesco. Quelle che tenti, in modo sgrammaticato, di esprimere, non sono affatto TUE idee: sono idee mutuate da altri, interpretate senza gli strumenti per poterlo fare adeguatamente, e ripetute malamente "a pappagallo". Tu sei - e, avendo già 25 anni, temo rimarrai - schiavo di chi ti usa e ti userà sempre come strumento. Io credevo che la fine delle ideologie fosse arrivata perchè le persone oggi possono finalmente costruirsi da se' una propria idea, avendo la possibilità di conoscere e, quindi, di giudicare. Ma, evidentemente, c'è acora chi (forse per pigrizia) preferisce la comodità della propria ignoranza alla vita dura del porsi continue domande.
Ti saluto, Dario. Buona fortuna.



Rodolfo Sani