giovedì 17 giugno 2010

Il Partito Democratico come l'Idra: un sol corpo, tante bocche e poca testa


La scorsa settimana, sul sito del Partito Democratico, si è deifinito il Ddl "intercettazioni" - in corso di approvazione al Parlamento nazionale - Il Massacro della Libertà.
Il programma elettorale dello stesso Partito Democratico, presentato ai cittadini in occasione delle elezioni politiche 2008, citava:

Punto 4 paragrafo b.

b) Intercettazioni sì, violazione dei diritti individuali no. Lo strumento delle intercettazioni di comunicazioni telefoniche, informatiche e telematiche è essenziale al fine di contrastare la criminalità organizzata ed assicurare alla giustizia chi compie i delitti di maggiore allarme sociale, quali la pedofilia e la corruzione. Bisogna conciliare tali finalità con diritti fondamentali come quello all’informazione e quelli alla riservatezza e alla tutela della persona. Il divieto assoluto di pubblicazione di tutta la documentazione relativa alle intercettazioni e delle richieste e delle ordinanze emesse in materia di misura cautelare fino al termine dell’udienza preliminare, e delle indagini, serve a tutelare i diritti fondamentali del cittadino e le stesse indagini, che risultano spesso compromesse dalla divulgazione indebita di atti processuali. E’ necessario individuare nel Pubblico Ministero il responsabile della custodia degli atti, ridurre drasticamente il numero dei centri di ascolto e determinare sanzioni penali e amministrative molto più severe delle attuali, per renderle tali da essere un’efficace deterrenza alla violazione di diritti costituzionalmente tutelati.

Ma ci fanno o ci sono veramente???

mercoledì 16 giugno 2010

Resoconto consiglio comunale del 15 giugno.

In un clima disteso a tal punto da essere quasi ad una pizzata con amici piuttosto che ad un consiglio comunale, martedì si è svolta in mezz'ora l'approvazione dei punti all'ordine del giorno. Con qualche minuto di ritardo, inizia il consiglio. Il verbale del consiglio precedente è stato votato in un baleno all'unanimità subito dopo l'appello, al quale hanno risposto tutti. Precedentemente sono stati nominati scrutatori Andrea Bergami, Casari e Perrone. Il secondo punto all'ordine del giorno consisteva in eventuali comunicazioni al consiglio, le quali non ci sono state. Subito dopo, si è proceduto alla votazione sulla fidejussione a garanzia del mutuo che contrarrà a breve la polisportiva di Gallo. Il rilascio della fidejussione e la sua immediata operatività sono state approvate all'unanimità subito dopo lo spiegone del segretario comunale. Subito dopo è stata approvata la convenzione con alcuni comuni della bassa ferrarese sul censimento in agricoltura, per il quale il comune di Cento sarà comune capofila; ovvero quello che risponderà direttamente alla regione. Il quinto punto all'odg, quello sulla trasformazione del consorzio Ami in Srl, è slittato al consiglio comunale del 30 giugno a causa di alcuni contrasti tra questa trasformazione e la manovra finanziaria approvata per decreto dal governo. Subito dopo, Andrea Bergami, Garuti, e aaltri due consiglieri di maggioranza sono stati nominati rappresentanti consiliari in materia di sport. Il consiglio si conclude così, non essendoci state da parte dei gruppi di minoranza interpellanze ne interrogazioni.

sabato 12 giugno 2010

I sindaci ed il senso... della crisi.


Cari amici, ritorniamo on-line.
Vista l’oggettiva difficoltà a mantenere aggiornato il blog, abbiamo provato, in questi ultimi tempi, a farci sentire attraverso gli organi di informazione classici ma, vuoi per le loro esigenze editoriali, vuoi per la nostra poca esperienza nella comunicazione, non siamo riusciti a trasmettere alla pubblica opinione i nostri messaggi, il nostro punto di vista sulla situazione attuale, le nostre proposte.
L’ultimo di questi tentativi è stata l’intervista rilasciata a Telestense – che intendiamo qui ringraziare, nella persona della giornalista Antonella Vicenzi, per la gentilezza e la disponibilità – sulla festa organizzata da Azione Giovani di Poggio in occasione del I° compleanno del Cartello della Piscina.
Proprio a questa manifestazione, il nostro sindaco ha replicato che la piscina non è una priorità RISPETTO alle opere di edilizia scolastica, ma lo è QUANTO l’ultimazione dell’asilo nido e quanto tutto il resto.
Orbene, quando tutto è prioritario, finisce con il non esserlo niente!
A darci ragione o torto, non importa scomodare chissà quale giudice super-partes, è sufficiente guardarsi intorno e constatare i fatti.
Il sindaco, durante un recente incontro a quattr’occhi, mi ha accusato di non prendermi la responsabilità per il Patto di Stabilità che il NOSTRO governo ha imposto agli Enti locali.
Io la responsabilità di queste scelte del governo targato PDL, al contrario, me la prendo tutta. E difendo questa politica.
È inutile, e persino sciocco, da parte di molti amministratori locali – alcuni dei quali anche del centrodestra – continuare a sbraitare perché viene loro impedito di spendere (e in alcuni casi, di sperperare) i soldi dei cittadini.
I tagli alla spesa pubblica sono necessari, punto!
Lo sapevamo da anni che si sarebbe arrivati a questo momento. Ora è la stagione di tirare la cinghia tutti… Chi di più può, di più… e chi meno può, di meno.
Si obietta che gli “enti virtuosi” dovrebbero essere esentati da questi sacrifici. Intanto definire virtuosi gli Enti pubblici è già di suo un virtuosismo dialettico, una forzatura, perché tutti gli enti sono indebitati e pagheranno interessi sui mutui - che non hanno mai smesso di contrarre - per decine di anni a venire… poi non si spiega come ci si possa attendere che a pagare la crisi siano gli enti “non virtuosi” che sono stati portati alla canna del gas, quasi alla bancarotta, da amministratori senza scrupoli.
Potrebbe un padre di famiglia, se si trovasse ad amministrare una famiglia in crisi economica (come, purtroppo, in questo periodo tante ne esistono), consentire ad alcuni figli, i quali sono stati più oculati nell’amministrare il guadagno del proprio lavoro, di spendere i propri risparmi in auto di lusso, o in vacanze di lusso o, insomma, in beni non necessari???
Moralmente si potrebbe dire che questi familiari meritano più di quelli che, invece, hanno scialato e speso più di quanto guadagnavano. Ma agli effetti pratici, il padre di famiglia potrebbe far ricadere esclusivamente sui figli “spendaccioni” il deficit di bilancio del suo nucleo famigliare? Ovviamente una scelta simile porterebbe immediatamente la famiglia sotto un ponte e in fila alla mensa della Caritas, in quanto coloro che hanno speso più di quanto guadagnato non potrebbero far fronte ai debiti, ma anche coloro che si sono spesi i risparmi per comprarsi la Ferrari sarebbero senza soldi!
Nonostante questa evidenza, l’A.N.C.I. (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) anche ieri ha sparato contro il governo, arrivando a lasciar dire ad uno dei suoi membri più in vista che “Tremonti RUBA”.
Cari sindaci, di qualunque provenienza politica voi siate, sarebbe forse ora cominciaste a fare proposte alternative, indicare percorsi alternativi… se voi foste mai in grado di tracciarli. Invece preferite mettere mensilmente in scena questi spettacoli di cabaret da dopolavoro ferroviario… sempre a spese dei vostri concittadini, ovviamente.

Rodolfo Sani

domenica 25 aprile 2010

Elezioni universitarie

Cari amici,

ormai è già passato un anno accademico, che per molti rappresenta anche il primo anno dentro il mondo universitario.
Come saprete il 12 e il 13 Maggio si voterà per il rinnovo degli organi collegiali nelle nostre Facoltà e per il rinnovamento del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU).
Vi invitiamo quindi a sostenere il nostro programma e i nostri candidati per ridare alla nostra Università il prestigio che si merita e per permettere agli studenti di avere i propri diritti assicurati, senza abusi, baronie e sprechi dei fondi pubblici.

Il nostro candidato al CNSU è

Stefano “Cavez” Cavedagna
SI VOTA Mercoledì 12 Maggio dalle ore 9 alle 19 e Giovedì 13 Maggio dalle 9 alle 14
Per rendere valido il tuo voto è necessario barrare il simbolo “Azione Universitaria – Studenti per le libertà” e scrivere accanto “CAVEZ”.
Non aggiungere altro per non invalidare il tuo voto!



I NOSTRI RAPPRESENTANTI NELLE FACOLTA'

GIURISPRUDENZA - CONSIGLIO DEGLI STUDENTI
Andrea Bergami
339-2604257 - andreabergami@live.it



MEDICINA E CHIRURGIA - CONSIGLIO DEGLI STUDENTI
Paolo Spath
333-3919463 - paolospath@virgilio.it



ECONOMIA - CONSIGLIO DEGLI STUDENTI
Enrico Fioravanti
334-9726140 - enrico.fioravanti@student.unife.it

ECONOMIA - CONSIGLIO DI FACOLTA'
Martino Goberti
340-7871804 - martinogoberti@alice.it



ARCHITETTURA - CONSIGLIO DEGLI STUDENTI E CONSIGLIO DI FACOLTA'
Alessandro Pracucci
339-6469607 - alessandro.pracucci@student.unife.it


Per le elezioni degli organi della tua Facoltà si vota solo Mercoledì 12 Maggio dalle ore 9 alle 19. Per rendere valido il voto è necessario barrare il nome del candidato della lista "Azione Universitaria - Studenti per le libertà". Non aggiungere altro per non invalidare il tuo voto!

VOTA AZIONE UNIVERSITARIA - STUDENTI PER LE LIBERTA'
LIBERTA' E MERITO PER IL FUTURO DELL'UNIVERSITA'!

lunedì 21 dicembre 2009

SVILUPPO E CRISI OCCUPAZIONALE (Forum e dibattiti… ma la mentalità non cambia) di Mauro Malaguti


La crisi internazionale dei mercati penalizza tutti indistintamente, ma i danni che può provocare in una piccola realtà locale come la nostra, già fortemente compromessa dal punto di vista occupazionale e con un’alta percentuale di lavoratori pendolari, sono destinati ad essere ancora più preoccupanti e duraturi nel tempo. Ne sono una drammatica dimostrazione le circa 1500 utenze chiuse per morosità da Hera, le 10mila richieste di pagamenti rateizzati delle bollette e il crescente numero di ferraresi oramai costretto a rivolgersi quotidianamente alla Caritas diocesana. A fronte di queste realtà, il nostro tessuto imprenditoriale è come un malato già fortemente debilitato che ha dovuto affrontare anche i nuovi virus importati dalla globalizzazione. Al di là dunque di organizzare dibattiti e forum per cercare le soluzioni si dovrebbe partire almeno, a mio avviso, da un radicale cambiamento di mentalità di chi amministra verso chi fa impresa. Occorre vedere gli imprenditori come una risorsa per tutti e come oramai unici potenziali portatori di nuove opportunità lavorative per l’intera comunità. In tale prospettiva, quindi, anche situazioni di monopolio, o almeno di preponderante superiorità di una società rispetto alla diretta concorrenza, sarebbero state fermamente da evitare, proprio per agevolare una maggiore concorrenzialità e quindi maggiori opportunità anche sul mercato del lavoro. Ne sono un esempio le metrature degli ipermercati in mano alla Cooperazione e i principali servizi (acqua – luce – gas – rifiuti) in gestione a Hera. Chi ci ha amministrato sino a oggi sosteneva che con tali grandi concentrazioni di importanti segmenti di mercato vi sarebbero stati sicuri benefici per tutti, grazie alla maggiore competitività delle grandi società che avrebbe portato un conseguente abbattimento dei costi per gli utenti finali, ossia i cittadini. Le conseguenze, invece, sono ad esempio che ci troviamo oggi con uno dei ‘panieri’ sui prodotti base della spesa tra più cari d’Italia (Indagine de Il Sole 24 ore) e uno dei costi dell’acqua al m/c tra i più alti (Indagine di Altroconsumo). Poi, con l’ulteriore risultato che l’Amministrazione non ha più nemmeno la forza di incidere nelle scelte strategiche di queste aziende (vedi la questione dello spostamento del Laboratorio analisi acque di Pontelagoscuro). In conclusione, ai vari dibattiti e forum sullo sviluppo e sulla crisi occupazionale ci si dovrebbe prima di tutto porre la domanda: “Con un alto costo della vita e dei servizi primari, lunghi tempi burocratici e infrastrutture per la logistica commerciale a dir poco carenti, perché mai un imprenditore dovrebbe essere invogliato ad insediarsi sul nostro territorio”. E se tutto questo non cambierà radicalmente quali potranno essere le prospettive occupazionali future per i nostri figli?


Mauro Malaguti

*Consigliere Provinciale P.d.L.

giovedì 17 dicembre 2009

"Questioni non risolte a Poggio Renatico" la risposta del Sindaco

Auspicando, da sempre, un confronto civile fra cittadini ed Istituzioni, ospitiamo, così come abbiamo fatto per il "video-denuncia" dell'Ing. Medini, la risposta a questo del sindaco di Poggio Renatico, Avv. Paolo Pavani.

In merito al video amatoriale del Sig. Renato Medini, “Questioni non risolte a Poggio Renatico”, relativo a presunti casi ambientali e urbanistici “non risolti” nel territorio comunale, recentemente apparso su Youtube e divulgato attraverso social network e siti di partiti politici, è con fermezza che sono a rigettare le infondate accuse in esso contenute di inerzia dell'Ente circa tematiche ambientali e politiche urbanistiche. La presente vuole essere una replica circostanziata, dal momento che le affermazioni contenute nel contributo filmato, spesso viziate da inesattezze e superficialità, diffondono informazioni non corrette e capaci di procurare allarme fra i cittadini.

AMIANTO

1) Via Montanari. Dal Sig. Medini viene segnalata la "sicura" presenza di lastre di amianto frantumate su una stradina poderale.
Ciò non risponde al vero: si tratta di sfridi di lastre di fibro-cemento. Nel gennaio del 2005, a seguito di segnalazione telefonica, il responsabile dell’Area comunale Gestione del territorio ha richiesto, con nota del 18.01.2005 prot. 679, l'intervento dell'ARPA. A seguito di sopralluogo ARPA ha inviato nell'aprile 2005 un rapporto in cui si evidenziava come il materiale risultasse fibro-cemento privo di amianto (quindi materiale inerte), regolarmente acquistato, con tanto di fatture e formulario, presso la Ditta Maranit, autorizzata a ciò dalla Provincia di Ferrara con atto n. 82265 del 31.07.03, e messo a dimora sullo stradello quale fondo stradale.
Tutta la documentazione è conservata agli atti del Comune ed è consultabile, benché non risulti che la Commissione Ambiente, di cui è componente il Sig. Medini, abbia mai richiesto informazioni in merito.

2) Ditta Maranit. Dal Sig. Medini viene segnalato un deposito incontrollato di lastre e sfridi all'aperto con sospetto di presenza di amianto.
Anche questo non risponde al vero: si tratta di lastre e gli sfridi in fibro-cemento senza amianto (bandito dall'inizio anni ‘90). Per tali operazioni di deposito, frantumazione e commercializzazione la Ditta è in possesso di autorizzazione della Provincia n. 66129 del 02.09.02, modificata con autorizzazione n. 82265 del 31.07.03 e rinnovata con DIA del 19.04.2007 ai sensi del D.Lgs 152/06, che autorizza, appunto, lo stoccaggio annuale di 67.000 tonnellate ed il commercio annuale di 120.000 tonnellate di materiale di recupero (sfridi).
Le vecchie lastre contenenti amianto presenti nell'area sono messe in sicurezza, come imposto da ARPA, mediante ricopertura con terreno vegetale e alberi, in quanto l'amianto è pericoloso solo se inalato, quindi in fibre, e non per contatto con terreno (non inquina falde o suolo): tant’è che le discariche di amianto altro non sono che la ricopertura del materiale per evitare che le particelle polverizzate possano essere respirate dall'organismo umano.
Anche in questo caso, tutta la documentazione è conservata agli atti del Comune ed è consultabile

ASILO NIDO

1) Dal Sig. Medini viene segnalato lo stato dei lavori e citato come esempio della cattiva politica di cementificazione.
Come noto, il problema dell’attuale stato dei lavori è dovuto al fallimento della ditta appaltatrice, con conseguente risoluzione del contratto in danno dell’impresa. La ripresa dei lavori è quindi stata impedita dai vincoli imposti dal patto di stabilità, in cui rientrano anche le spese già inserite nei piani degli investimenti, per opere già programmate, finanziate, appaltate, accantierate, con una totale paralisi degli investimenti. Tale situazione è stata più volte oggetto di discussione anche in diverse sede istituzionali

STAZIONE POGGIO

1) Dal Sig. Medini viene segnalato che essendo i binari in curva risulta disagevole salire e scendere dai treni diretti a Ferrara.
La questione è stata da me personalmente posta all’attenzione del Dott. Orazio Iacono, Direttore compartimentale Movimento Bologna di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS), anche in occasione dell’inaugurazione del progetto di riqualificazione della stazione di Poggio Renatico “Spazio Vivibile”.
2) Per quanto concerne i binari morti ripristinati poi smantellati, la competenza è di TrenItalia spa.
3) Per quanto riguarda la mancata eliminazione delle barriere architettoniche nel sottopasso ferroviario, esiste una norma statale (art. 25 comma 7- DPR 503/96) che esenta le Ferrovie dello Stato dall'obbligo di eliminare tali barriere quando le stazioni siano prive di personale.

VIA VERDI

1) Dal Sig. Medini viene segnalato il ritardo nello stato dei lavori e viene criticata anche la decisione di ristrutturare la via.
E’ d’obbligo la premessa che tale intervento non rientra fra i lavori pubblici appaltati dal Comune, ma fra le opere eseguite dal lottizzante dell'area di via Borsellino-Puccini, a proprie spese e cura, a seguito della convenzione urbanistica stipulata con il Comune e approvata dallo stesso, naturalmente con la supervisione degli Uffici Tecnici comunali. I rallentamenti sono stati causati in parte dalla crisi generale che ha colpito il settore edilizia e in parte dalla necessità di apportare alcune modifiche tecniche al progetto iniziale (si veda l’eliminazione dei marciapiedi che provocavano problemi di passi carrai e sgrondo delle acque nei cortili).
Attualmente la situazione si è sbloccata ed è stato realizzato il primo manto di asfalto con la segnaletica provvisoria che permetterà a breve di aprire la via alla circolazione, rotonda compresa. In primavera sarà eseguito il manto definitivo con segnaletica definitiva (compreso tracciato della pista ciclabile-pedonale). A lavori terminati la via Verdi risulterà semplicemente allargata, senza alcuna variazione dell’asse della strada, ma con la messa in sicurezza della viabilità sia motorizzata che pedonale.
Ne consegue che completamente falsa risulta la dichiarazione “i lavori sono fermi perché il Comune non paga la Ditta”, in quanto il Comune non ha alcun rapporto economico né con la società lottizzante appaltatrice, né con la ditta esecutrice dei lavori. Erronea appare anche l’affermazione secondo cui di tale tematica il Sig. Medini avrebbe parlato specificatamente in Commissione Ambiente, opponendosi a questo progetto, in quanto la Commissione non è deputata a trattare simili argomenti di natura urbanistica e soggetti al parere iniziale dell'apposita commissione PRG.

VIA TORTORELLA

1) Dal Sig. Medini viene segnalata una criticità ambientale dovuta alla possibile presenza di rifiuti tossici in via Tortorella.
Negli anni ‘60-‘70 sono stati utilizzati come discarica per rifiuti urbani alcuni maceri presenti in fondo alla via Tortorella (Motta Maceri). Questa era la prassi usuale prima dell'entrata in vigore della legge sulle discariche (Decreto n. 912 del 1982). Quando, fra la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli anni ’80, questi maceri furono chiusi con terreno di riporto, ignoti portarono, prima della completa copertura, scarti di lavorazioni ceramiche nei maceri a sud e scarti di lavorazioni di amianto nei maceri a nord. Tali impropri depositi furono oggetto da parte del Comune di denuncia contro ignoti alla Procura della Repubblica. All'inizio degli anni ‘90, il Comune, previo redazione di progetto approvato da AUSL, poi ARPA, effettuò la bonifica della zona contaminata da scarti ceramici e, come indicato da ARPA, ricoprì con ulteriore terreno di riporto l’area con amianto: rimuovere con pale lo stesso materiale sarebbe infatti stato più pericoloso, per la dispersione in aria delle particelle di amianto, che, come detto, non inquina il suolo o le falde, ma è pericoloso se inalato. La bonifica dei fanghi ceramici, seguendo i dettami della normativa ambientale allora in vigore, è stata realizzata secondo il migliore e possibile rapporto benefici-costi, cioè asportando la parte più inquinata di terreno, fino a far rientrare lo stesso nei parametri di legge per i terreni industriali, e non per terreni agricoli coltivali (per farlo rientrare in tali parametri, assai più rigidi, il costo dell'opera sarebbe stato enorme). Pertanto attualmente tale terreno non è coltivato, così come per la parte di aree con sottostante amianto. Il Comune ha provveduto alla bonifica pagando in proprio, senza beneficiare di fondi statali o regionali, pur non essendo soggetto inquinatore, ma unicamente per responsabilità oggettiva, in qualità di utilizzatore dell'area (vale il principio di legge che paga chi inquina, in assenza interviene il pubblico).

EDIFICAZIONE VIA BORSELLINO

1) Dal Sig. Medini Poggio Renatico viene additato come un paese di speculazioni edilizie, con uno sviluppo urbanistico disordinato e completamente privo di qualità nei servizi e, in particolare, nel verde pubblico. A suffragio di ciò viene portato ad esempio un edificio plurifamiliare, a suo dire, privo di aree verdi di rispetto.
Preme innanzitutto ricordare che tale edificio, di notevoli dimensioni rispetto allo standard delle abitazioni poggesi, è stato appositamente posto ai margini di un'area verde pubblica di circa 1.300 mq, al fine di rendere meno impattante la sua mole, che in ogni caso si rifà alla tipica edilizia rurale e, come già rilevato, si trova a 150 m circa anche da un’altra area verde pubblica di circa 7.000 mq.
Il territorio di Poggio Renatico si estende per 8.200 ettari di cui 410 ettari circa urbanizzati o da urbanizzare per vari usi (residenziale, produttivo, pubblico), pari al 5% dell'intera superficie, con un'incidenza di circa 115 abitanti per kmq, a fronte dei 170 di Vigarano o dei 500 di Cento. A tal proposito si precisa che il PRG, a suo completamento, prevede la realizzazione di 98.000 mq di nuovo verde pubblico (l’attuale attuazione è al 70-80%), oltre ai circa 28.000 mq già esistenti, ai quali si devono assommare i 20.000 del nuovo parco urbano, per un totale di circa 148.000 mq di verde, corrispondenti a circa 15 mq/abitante (ipotizzando circa 10.000 abitanti), contro i 12 mq/abitante indicati come optimun dalla legge, che solo pochi Comuni raggiungono.
Tutte le zone residenziali, quindi tutte le abitazioni, vecchie e nuove, hanno a disposizione un'area verde pubblica fruibile nel raggio massimo di 300 mq, la cui maggioranza è attrezzata con alberi, panchine e giochi. Inoltre esiste una norma comunale che prevede che per ogni edificio il 60% dell'area scoperta privata debba essere realizzata a prato.
Per quanto riguarda i servizi l'edilizia scolastica è stata ed è tuttora in corso di potenziamento, la rete commerciale alimentare è stata ampliata; sono inoltre realizzati e in corso di realizzazione nel solo capoluogo 1.650 posti auto pubblici, pari ad 1 posto auto ogni 4,38 abitanti (si consideri che le ultime indicazioni CEE prevedono1 posto auto ogni 10 abitanti).
A fronte di questi dati non si può certo denunciare Poggio Renatico come un paese invaso dal cemento e paralizzato dai disservizi. Al contrario la crescita urbanistica, ambientale e sociale è governata con attenzione e giudizio, in base ad un’azione di sviluppo sostenibile.

Avv. Paolo Pavani
Sindaco di Poggio Renatico

lunedì 14 dicembre 2009

LE ESTERNAZIONI DEI POLITICI POI LE PAGANO SEMPRE I GIOVANI

L’aggressione a Silvio Berlusconi è il frutto del clima d'odio che oramai si respira nel nostro paese. Purtroppo, sappiamo bene dove può arrivare lo scontro e la violenza in politica, poiché sono ancora vivi nei cinquantenni i ricordi dei cosiddetti “Anni di piombo” e i periodi di crisi economica e occupazionale contribuiscono certamente ad alzare i toni sulle piazze. Le conseguenze però di chi alimenta i toni dello scontro non le pagano quei politici che lanciano i loro strali trincerandosi dietro i banchi delle istituzioni, le pagano quei giovani che, nel fiore dei loro anni, si lasciano condizionare per poi rovinarsi la vita per sempre. Chi si occupa quindi di politica oggi, in qualunque schieramento militi, deve essere ben consapevole delle proprie responsabilità e di ciò che dice, poiché se troppo spesso le parole possono essere come macigni, quando manca il lavoro e con esso le prospettive stesse di futuro per tanti giovani e tante famiglie, si possono tradurre anche in qualcosa di peggio. Il Presidente del Consiglio vuole fare delle riforme di cui il nostro paese ha assolutamente bisogno e Silvio Berlusconi è presidente del Consiglio per volontà dalla maggioranza degli italiani, chi lo vuole contestare lo faccia nel merito delle questioni e magari proponendo valide alternative, ma l’antagonista politico non si deve mai demonizzare, poiché altrimenti si avvallano, più o meno inconsciamente, reazioni che certamente non fanno bene alla nostra democrazia e ai nostri giovani.

Mauro Malaguti – Candidato del Pdl alle Elezioni regionali 2010